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Rubriche - BUONA DOMENICA

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buona domenica

E' proprio così, una ciliegia tira l'altra e sul bruciato va a cadere sempre l'acqua bollita. Giornate dure per fatti esterni e per vicende personali aggravate da disarmante asineria e da allarmante menefreghismo. Utili, comunque, perchè come hanno sostenuto i nostri avi ogni esperienza aiuta a crescere e non è mai troppo tardi.

Una provincia già in ginocchio, la nostra, è stata devastata dalla imponente nevicata malamente affrontata sia prima che dopo l'evento. Frosinone nelle cronache nazionali ed i suoi cittadini nella commiserazione di buona parte del Paese. Per i guai patiti, si intende. Per problemi personali sono stato costretto, e vi dirò più avanti, a spostarmi su Roma e coloro che conoscevano la mia provenienza mi guardavano come un sopravvissuto. Avevano saputo dell'isolamento della nostra gente, dell'energia elettrica e dell'acqua, della strade impercorribili per giorni, dei crolli di strutture e dei tanti posti di lavoro che rischiano di 'saltare' chissà per quanto se non per sempre.
Siamo diventati, insomma, oggetto di compassione per l'impreparazione, per l'inefficienza e per la superficialità. Grazie, di cuore a chi ci ha governato ieri ed ha precostituito gli effetti nefasti dei quali, però, nessuno degli amministratori di oggi s'era e chissà se si è reso conto.
Siamo nei guai, signori, dalla cima dei capelli alla punta dei piedi. I disastri dei giorni scorsi hanno dato una ulteriore spinta verso il peggioramento di una situazione che non era più sotto controllo. E non ci sono segnali di ripartenza, di ripresa, di riavvio. Da queste parti i governi hanno l'abitudine di... affrettarsi lentamente e guardando intorno è facile rendersene conto. Il territorio è ancora 'prigioniero' della neve' di dieci giorni fa. Anzi ora c'è pure la 'trappola' del ghiaccio. Tutto dire!
Uno sfacelo, signori. Roba da sedersi e mettersi a piangere. E quanto detto è riferibile ai fatti esterni. Poi ci sono le vicende personali attribuibili allo stato mentale di alcuni lavoratori del settore pubblico con il posto fisso senza rendersi conto di fortuna e privilegi. Meno male che si tratta solo di 'alcuni' anche se i loro 'misfatti' macchiano l'intera categoria. Una vicenda patita a contatto con la sanità romana per uno stravaso e la involontaria fuoriuscita del liquido da una vena nel tessuto sotto cutaneo. Mi sono ritrovato con una mano a rischio... esplosione, grossa come una... pala da fornaio, successive vesciche sulla pelle come se mi fossi ustionato. Dolore tanto, conseguenze da valutare. Intanto problemi per la menomazione (è la mano destra) e fastidiosa terapia da fare sempre nella Capitale, per fortuna con medici e personale scrupoloso, attento e con la necessaria dolcezza.
E' successo in un noto ospedale romano e per mettere la prima 'pezza' mi sono ritrovato al pronto soccorso del Capoluogo dove mi hanno dato un sostanzioso aiuto. Qualche rivincita ogni tanto aiuta a vivere. Vero?

Tra tanti problemi la... farfalla di Belén

L'Italia è in ginocchio, la gente è stremata e da qualche giorno non si fa altro che discutere della 'farfalla' di Belén, un tatuaggio mostrato in televisione in un momento della kermesse sanremese, che ha fatto rumore per la sua particolare allocazione: all'interno della coscia destra della bella sudamericana, a pochissimi millimetri da... lì.
Viene forte forte la voglia di pizzicarmi per verificare se sono ancora.... vivo.
Sulle serate festivaliere, però, ospito come richiesto, una nota inviatami da Gian Carlo Riccardi, artista noto, notissimo e stimato, come sempre accade più fuori che in casa.
"Carissimo Umberto - mi scrive - innanzitutto un affettuoso abbraccio, ma ti scrivo affinché, se è possibile, tu possa inserirmi nella tua pagina domenicale che vede anche le mie vignette, con poche righe di sdegno e risentimento. E non credo di essere il solo tra i milioni di ascoltatori del Festival di Sanremo, dopo aver ascoltato e visto la 'buffonata' organizzata per ripetere (i comici?) le solite scontate offese senza mezzi termini, contro Berlusconi ed altri politici e personaggi della vita politica. Premetto che non sono un berlusconiano, anzi!, ma mi sembra scontato, superato ed ammuffito questo tema già usato in altre trasmissioni vecchie e nuove. Così sentire le solite ed anche queste scontate prediche da oratorio di Celentano, invecchiato e fuori forma, che predica bene e razzola male.
Insomma, caro Umberto - il cittadino ascoltatore  e tutti gli uomini e donne con un po' di cultura e buonsenso nelle tematiche, sono stufi ed arcistufi che, nei tempi di carestia imposta agli italiani, si possa fare una scenografia di quel tipo e tutto il resto sul palco e fuori. Canzoni e canzonette zero assoluti. Morandi e compagni non hanno capito che ripetersi, ripetersi, ripetersi all'infinito stufa ed annoia.
Caro Umberto, sono veramente indignato e stufo di personaggi che salgono alla ribalta spinti da una occulta 'mafia' che dimentica cantanti, cantautori, presentatori che restano da sempre al buio. Ti sarei grato se potessi pubblicare queste poche righe e l'autore, allo scoperto e contro i quattordici milioni spettatori felici e contenti del Festival. Un grande abbraccio, Giancarlo".
Mi sembrava doveroso non solo per il rapporto di stima reciproca che mi lega a Giancarlo, ma per i contenuti forti ed attuali del suo intervento che potrebbe aprire un dibattito sulle scelte che si fanno in questo Paese nel quale la crisi a volte c'è ed in altre no.


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